
Sul nostro pianeta convivono più di 3.000 differenti culture, un patrimonio di tutta l'umanità che va tutelato con ogni mezzo a disposizione. Le Nazioni Unite, con lo slogan "Se loro scompariranno, se ne andrà anche una parte di te", hanno recentemente lanciato l'allarme per il rischio estinzione che riguarda decine di popoli e tribù nel mondo a causa di sfratti, rapimenti, massacri, guerre e deportazioni. Ogni specifica cultura è andata sviluppandosi nel corso del tempo, arricchendosi in un processo di contaminazione virtuosa e condizionando profondamente (non sempre in meglio) il vissuto quotidiano delle società. Il rischio che si corre quando una di esse si estingue è pertanto quello dell'impoverimento, sul piano storico e a livello antropologico.
Specialmente le cosiddette "culture minoritarie", che sono quelle più esposte ai pericoli di annientamento insiti nella globalizzazione, contribuiscono alla ricca articolazione del genere umano in etnie e tradizioni. E ad ognuna di queste corrisponde un diverso bagaglio di vivi sentimenti. Una varietà culturale importante, a prescindere dal numero di persone rappresentate dalle singole nicchie identitarie. Ecco perchè l'appello dell'Onu merita attenzione e condivisione, in particolare da parte dei Paesi più evoluti economicamente.


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