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Per gli appartamenti in affitto aumenti di imposta fino al 324%

da FOTOLEO 12 Dicembre 2011, 07:49

Così Imu e rivalutazione delle rendite colpiscono le locazioni. Denuncia di Confedilizia: i proprietari scaricheranno i rincari sui canoni

Stangata in arrivo per le case affittate. Secondo Confedilizia, che ha partecipato ad una audizione in Parlamento con l'introduzione dell'Imu, i proprietari di immobili locali in regime di affitto libero rischiano un aggravio dei costi tra l'87 e il 161% mentre per i contratti a canone concordato il balzo in alto della tassazione comunale sarà pesantissimo e andare da un minimo del 204 ad un tetto del 324%.
Sarebbe un colpo durissimo sia sui proprietari, che vedranno quanto meno raddoppiare l'imposta, sia sugli affittuari che al rinnovo del proprio contratto potrebbero vedersi richiedere dai proprietari un aumento consistente del canone.

 

L'eliminazione del taglio dell'aliquota ordinaria dell'Imu al 50%, prevista in precedenza dalle norme sul federalismo, metterà gli immobili in affitto di fronte ad una dura realtà: ovvero il pagamento in toto dell'aliquota ordinaria del 7,6 per mille, fatta salva la facoltà per i Comuni di ridurre questa aliquota fino al 4 per mille e la possibilità di aumentarla fino al 3 per mille

 

"Aumenti così pesanti - spiega Giorgio Spaziani Testa, segretario generale di Confedilizia - che intervengono addirittura in corso di contratto, non trovano giustificazione nelle esigenze dei conti pubblici tenuto conto che gli immobili affittati sono poco più del 9% del complesso degli immobili nell'intero paese". L'incremento della tassazione potrebbe quindi creare problemi nei rapporti fra proprietari e inquilini: alla scadenza del contratto, i locatori potrebbero richiedere un aumento dell'affitto per compensare l'incremento della tassazione immobiliare.[....]

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