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Troppa concentrazione... distrae, ecco perché

30 Novembre 2012, 21:44 curiosità e notizie dal mondo

Sembra il colmo, ma è tutto vero: anche solo l'aspettativa di un elemento di distrazione mentre siamo impegnati in un compito rischia di influire negativamente sulle nostre performance. Una ricerca italiana spiega il paradosso.

Siete immersi nella lettura di un romanzo ma aspettate una telefonata importante: quella chiamata potrebbe non arrivare mai, ma anche solo sapere che il cordless potrebbe squillare potrebbe farvi perdere qualche passaggio della storia e costringervi a rileggere più volte la stessa riga. 
Essere molto concentrati su un compito cercando di non farsi distrarre da uno stimolo che potrebbe sopraggiungere finisce per farci perdere la concentrazione: è quanto emerge da una ricerca condotta dall'Università di Milano-Bicocca condotta in collaborazione con l'Università di Verona e l'Istituto Italiano di Neuroscienze di Verona.

Un "filtro" preventivo

Nella vita di tutti i giorni siamo continuamente bombardati di elementi di distrazione: le voci dei colleghi della sala accanto, il profumo che arriva da un ristorante, la vibrazione del cellulare quando è arrivato un messaggio. Ogni stimolo sensoriale, mentre siamo impegnati in un'altra attività, può essere considerato motivo di disturbo. L'attenzione selettiva ci permette di selezionare che cosa in quel momento è rilevante da ciò che non lo è, ed escludendo il distrattore riusciamo a prestare attenzione al compito in cui siamo coinvolti. Questo meccanismo di "filtraggio" non si attiva soltanto in presenza degli stimoli ma anche - hanno scoperto i ricercatori - in maniera preventiva, quando si prevede che arriverà una distrazione.

Mi raccomando, non farti distrarre

Centoventisei studenti con un'età media di 26 anni sono stati sottoposti a una serie di test differenti in cui veniva misurata la velocità di reazione a uno stimolo tattile durante un compito che richiedeva concentrazione. Nel primo di questi esperimenti, i soggetti tenevano fra le dita di entrambe le mani due stimolatori tattili vibratori e tramite una pedaliera erano chiamati a indicare di volta in volta su quale dito avessero percepito uno stimolo. Prima di ogni test i volontari sono stati avvertiti della possibile interferenza di stimoli esterni, di carattere visivo, tattile o uditivo, che tuttavia non sempre venivano attivati. In questo caso, una lucina rossa intermittente si accendeva, ogni tanto, accanto alle dita e i soggetti sono stati invitati ad ignorarla. Obiettivo del test era misurare il tempo di reazione in millesimi di secondo tra lo stimolo tattile e le risposte dei partecipanti, oltre naturalmente alla correttezza delle risposte.

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